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Foto ed elaborazioni pubblicate da Ateseo
Prima foto: Volto Santo di Manoppello;
seconda foto: elaborazione eseguita mediante il filtraggio computerizzato "equalizzazione"
Foto ed elaborazioni di Ateseo
Anche da quest'altra comparazione Sindone-Volto Santo si riesce a localizzare nella prima foto della Sindone un rivolo di sangue, ma non la ferita, perché quest'ultima è preclusa nella visione dall'impressione del riflesso di una luce.
Foto pubblicata da Ateseo

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La parte indicata con la freccetta rossa nell'immagine della Sacra Sindone di Torino (fig.1), che da tutti gli studiosi è confusa come l'estremità della punta del naso, è in realtà costituita da sangue e va a modellarsi sui lineamenti della fossetta sopra il labbro superiore del Volto Santo di Manoppello (fig.2 sovrapposizione con rafforzamento di contrasto della foto della S. Sindone a quella del Volto Santo di Manoppello): è questa una dimostrazione che il sangue sulla Sindone si è impresso per proiezione. A questo punto è doveroso fare una riflessione:
"Come si fa scientificamente a proiettare e ad impressionare con una luce del sangue su un telo, e che oltretutto va anche a modellarsi sui tratti somatici di un volto impresso su un altro pezzo di stoffa?"

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Le feccette bianche indicate sulla foto del Volto Santo e su quella del volto della Sacra Sindone, dimostrano come nell'immagine sindonica sia impressa una piega in verticale passante per la pupilla e la guancia, che però è propria del velo di Manoppello. Infatti, come si può constatare dalle immagini, sul telo abruzzese il suo punto d'incrocio va a coincidere con un'altra piega in orizzontale all'altezza del mento di Gesù Cristo. Con la freccetta azzurra, indico la parte dell'occhio rintracciabile sulla figura torinese. Essa è delimitata alla sua sinistra dalla piega di cui si è parlato prima, la quale è contraddistinta, all'altezza della cavità oculare, anche da un riflesso di luce prodotto sulla grinza. Da notare come la piega segua i lineamenti del volto. Ad esempio, si avvalla quando passa per la cavità oculare, invece si alza quando passa per lo zigomo. La terza immagine, che riguarda la sovrapposizione "Volto Santo-Sindone", dimostra la perfetta sovrapponibilità della traccia di sangue depositata in linea lungo la piega del Sacro Velo a quella dell' immagine sindonica.
Con le frecette, indico come si possono rintracciare gli occhi del Volto Santo impressionati nell'immagine sindonica a causa di un riflesso dell'irradiazione di luce del Risorto. L'irradiazione metafisica, si sarebbe sprigionata dal Cristo con raggi dritti e paralleli filtrando i due teli santi, i quali, posti l'uno sopra l'altro, erano serviti per seppellire Gesù.
Questo è il giorno più bello della mia vita e vi spiego il perché:
“Sono in grado di dimostrare, mediante l’ausilio del computer, che nell’immagine della Santa Sindone sono impressi gli occhi del Volto Santo”.
Infatti, osservando la prima immagine a sinistra del volto della Sindone, sono riuscito ad individuare nelle cavità oculari: al lato sinistro una semi-orbita; al lato destro una parte circolare laterale delimitata da una piega, che sul Santo Volto di Manoppello passa per la pupilla (questi eccezionali indizi, si sarebbero impressi sulla Sindone di riflesso all’irradiazione della luce del Volto del Risorto, poiché i teli dei due reperti erano a contatto diretto nella tomba).
Nella seconda figura, si osserva che con la sovrapposizione filtrata al computer (al 70% la Sindone e al 30% il Volto Santo), prendono allora corpo gli occhi.
Per concludere, le pupille del Volto Santo di Manoppello non presentano segni di midriasi cadaverica e quindi sono Vivi e del Risorto.
Dovrà essere ora la scienza a stabilire se effettivamente questi teli sono appartenuti a Gesù Cristo.

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Studio realizzato da Antonio Teseo
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