UNA SENSAZIONALE SCOPERTA

NELL'IMMAGINE DEL VOLTO DELLA SACRA SINDONE DI TORINO SONO RINTRACCIABILI LE PIEGHE DEL TELO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO. Questa eccezionale scoperta è venuta alla luce dopo che al computer sono riuscito a definire la perfetta sovrapposizione in scala 1:1 delle foto dei reperti sacri. Le pieghe di cui ho parlato, sul Santo Volto passano in verticale per gli zigomi e sono contraddistinte dai punti d'incrocio con un'altra piega in orizzontale che si trova all'altezza del mento. La cosa più sorprendente è che nell'immagine sindonica esse figurano delimitando il volto da lato a lato. Per chi crede allora alle autenticità di queste due reliquie, c'è da dire questo: "Seppure meditando la S. Sindone si contempla il corpo di Gesù morto, solo all'altezza del volto, però, si scoprono i segni del telo del Volto Santo con l'immagine di Gesù risorto"; ciò sarebbe spiegabile per la proiezione, mediante un'irradiazione di luce, del volto di Cristo. Dunque il velo di bisso della reliquia di Manoppello, durante la sepoltura di Gesù, sarebbe stato posto sopra il volto e poi ricoperto dalla S. Sindone. La dimostrazione scientifica della ricerca è osservabile a pag. 8 del Blog apribile in fondo a questa pagina, in "Le pieghe del Volto Santo rintracciabili nell'immagine sindonica" (cliccare con il mouse sopra il montaggio delle figure che troverete, per poterle così vedere ingrandite e capire bene la comparazione S.Sindone-Volto Santo).


Clicca sull'icona qui a fianco per meditare il Vangelo di oggi Preghiera al Volto Santo

Chi sono

Utente: Ateseo
Nome: Antonio Teseo
Sono esperto in grafica informatica e da un bel pò di tempo mi sono occupato dello studio della Sacra Sindone di Torino e del Volto Santo di Manoppello. Il computer, che è uno strumento scientifico, mi ha permesso di scoprire che le immagini delle reliquie in oggetto riguardano la medesima persona, e cioè il Cristo. Quindi usare ancora l'espressione "uomo della Sindone" per indicare l'immagine sindonica, è da ritenersi ormai obsoleta.

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venerdì, 31 agosto 2007

Sindone e Volto Santo: “Sul volto di Cristo la luce del Padreâ€


Foto ed elaborazioni pubblicate da Ateseo

Prima foto: Volto Santo di Manoppello;

seconda foto: elaborazione eseguita mediante il filtraggio computerizzato "equalizzazione"

Devo riconoscere che è questa la scoperta più commovente dei miei studi. Dopo aver dimostrato scientificamente che nella figura del volto della Sacra Sindone di Torino ci sono i segni della resurrezione, ho voluto  verificare se effettivamente come ci ha rivelato Gesù è possibile riconoscere il Padre vedendo il Cristo. Poiché il Volto Santo di Manoppello è in definitiva una diapositiva fotografica impressionata su un velo, allora mi sono chiesto: “Se prendo una sua fotografia dove sono evidenti le ferite cicatrizzate da croste di sangue, mi deve comparire, mediante un’elaborazione al computer, un'illuminazione insita all’immagine perché ogni foto per realizzarsi ha bisogno di luce”. Ora, in ogni buon programma di foto-ritocco esiste un filtraggio, chiamato “equalizzazione”, che ha proprio la peculiarità di esaltare ad ogni immagine fotografica i pixel in chiaro della luce rispetto a quelli in scuro dell’ombra. Per cui, una volta applicatolo alla foto del Volto Santo, la quale era stata scattata con le lampade d’illuminazione poste sia a destra che a sinistra e a distanza, in modo che nessun riflesso esterno potesse arrivare al vetro che racchiude la reliquia, ho scoperto che effettivamente gli occhi del Cristo sono vivi e rivolti verso una fonte luminosa che è senza ombra di dubbio quella del Padre (osservare come la guancia destra sia più illuminata dell’altra poiché maggiormente esposta alla luce). Il volto illuminato, influisce di molto sulla tonalità del colore ematico che sfigura la faccia di Gesù, rendendola poco visibile.
venerdì, 24 agosto 2007

E' QUESTO IL VERO VOLTO DI CRISTO

Foto ed elaborazioni pubblicate da Ateseo
1^ immagine: volto della Sacra Sindone di Torino;
2^ immagine: sovrapposizione della foto precedente al Volto Santo di Manoppello.
Questa sovrapposizione computerizzata, ottenuta per luminanza, rivela che nell'immagine sindonica è impresso un riflesso di luce. Il riflesso, osservabile nell'icona torinese come chiarore, ha contribuito insieme al sangue a rendere la figura indefinita come se fosse un negativo fotografico; alcune ferite che sono visibili nel Volto Santo, nell'immagine sindonica o non compaiono, o sono solo parzialmente percepibili,  appunto perché il riflesso impresso le ha nascoste. Il chiarore di luce, è anche causa della mancata impressione dell'immagine su alcune parti del volto; come ad esempio, sui distacchi che intercorrono tra il sangue impresso sopra gli zigomi che è delimitato verticalmente dalle pieghe,  e quello che invece raffigura solo una parte dei capelli del Cristo.
Continuando a parlare dell'immagine sindonica, ora  cerco di spiegare perché essa è composta  da sangue (vedere la prova accertata per immagine dal computer nella seconda elaborazione in "LE PIEGHE DEL TELO DEL VOLTO SANTO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE SINDONICA").
Se come è stato scoperto dagli studiosi, la figura della Sacra Sindone è formata da uno strato in micromètri di polisaccàridi, i quali si trovano nei globuli rossi del sangue trasformati in glucosio, le sue grosse molecole, allora, avendo la peculiarità di non idratarsi completamente nell'acqua e rimanendo sospesi in superficie, avrebbero dato vita all'immagine nel momento in cui si verificò il processo chimico di disidratazione e ossidazione del sangue, il quale, è per l'appunto formato quasi totalmente da acqua. La disidratazione e l'ossidazione, come abbiamo ripetuto più volte, sarebbero avvenute nel momento della resurrezione di Gesù, ossia quando i teli furono irradiati da una luce metafisica.
Poiché nell'immagine sindonica non si riscontrano segni di impiastricciamento ematico, anzi, in essa sono rintracciabili addirittura aloni contraddistinti dal bordicino perimetrale di coagulo, si deve allora per forza escludere l'ipotesi di una formazione avvenuta per contatto diretto, volto di Cristo-telo. Quindi la teoria più accreditabile, sarebbe quella che il  sangue che si trovava sopra i lineamenti del volto del Risorto si fosse impresso sul lino per proiezione. E una dimostrazione di questa mia granitica convinzione, è riscontrabile particolarmente quando si osserva che le macchie di sangue, benché impresse bidimensionalmente su una parte piana quale è il telo di lino sindonico, si adeguano in sovrapposizione modellandosi sui lineamenti del Volto Santo di Manoppello, i quali, sono ovviamente macchiati in coincidenza del medesimo sangue.
Devo dire che è questa, per me, anche la prova che le due immagini sacre non rispettano le leggi naturali della fisica, e che quindi l'esito dell'esame al radiocarbonio del 1988, effettuato sulla Sacra Sindone, non è veritiero.
mercoledì, 22 agosto 2007

Prova certa nell'immagine della Sindone di Torino


Foto ed elaborazioni pubblicate da Ateseo
Le feccette bianche indicate sulla foto del Volto Santo e su quella del volto della Sacra Sindone, dimostrano come nell'immagine sindonica sia impressa una piega in verticale passante per la pupilla e la guancia, che però è propria del velo di Manoppello. Infatti, come si può constatare dalle immagini, sul telo abruzzese il suo punto d'incrocio va a coincidere con un'altra piega in orizzontale all'altezza del mento di Gesù Cristo. Con la freccetta azzurra, indico la parte dell'occhio rintracciabile sulla figura torinese. Essa è delimitata alla sua sinistra dalla piega di cui si è parlato prima, la quale è contraddistinta, all'altezza della cavità oculare, anche da un riflesso di luce prodotto sulla grinza. Da notare come la piega segua i lineamenti del volto. Ad esempio, si avvalla quando passa per la cavità oculare, invece si alza quando passa per lo zigomo. La terza immagine, che riguarda la sovrapposizione "Volto Santo-Sindone", dimostra la perfetta sovrapponibilità della traccia di sangue depositata in linea lungo la piega del Sacro Velo a quella dell' immagine sindonica. 

venerdì, 17 agosto 2007

Gli occhi vivi del Risorto


Foto pubblicata da Ateseo

Con le frecette, indico come si possono rintracciare gli occhi del Volto Santo  impressionati nell'immagine sindonica a causa di un riflesso dell'irradiazione di luce del Risorto. L'irradiazione  metafisica, si sarebbe sprigionata dal Cristo con raggi dritti e paralleli filtrando i due teli santi, i quali, posti l'uno sopra l'altro, erano serviti per seppellire Gesù.

 
A sinistra, parte selezionata del volto della Sacra Sindone di Torino;
a destra, sovrapposizione dell'immagine precedente al Volto Santo di Manoppello, anch'essa selezionata. La sovrapposizione è filtrata con una visione:  al 70% della Sindone; al 30% del Volto Santo di Manoppello. Ecco allora che prendono corpo gli occhi con le pupille ristrette e vive, e non dilatate come da cadavere allorquando il nervo ottico non connette più col cervello.
mercoledì, 15 agosto 2007

Gli occhi vivi del Risorto


Foto pubblicata da Ateseo

NELL’IMMAGINE DELLA SACRA SINDONE DI TORINO GLI OCCHI DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO

NELLA SINDONE DI TORINO GLI OCCHI DEL VOLTO SANTO  Questo è il giorno più bello della mia vita e vi spiego il perché:

“Sono in grado di dimostrare, mediante l’ausilio del computer, che nell’immagine della Santa Sindone sono impressi gli occhi del Volto Santo”.

Infatti, osservando la prima immagine a sinistra del volto della Sindone, sono riuscito ad individuare nelle cavità oculari: al lato sinistro una semi-orbita; al lato destro una parte circolare laterale delimitata da una piega, che sul Santo Volto di Manoppello passa per la pupilla (questi eccezionali indizi, si sarebbero impressi sulla Sindone di riflesso all’irradiazione della luce del Volto del Risorto, poiché i teli dei due reperti erano a contatto diretto nella tomba).

Nella seconda figura, si osserva che con la sovrapposizione filtrata al computer (al 70% la Sindone e al 30% il Volto Santo),  prendono allora corpo gli occhi.

Per concludere, le pupille del Volto Santo di Manoppello non presentano segni di midriasi cadaverica e quindi sono Vivi e del Risorto.
Dovrà essere ora la scienza a stabilire se effettivamente questi teli sono appartenuti a Gesù Cristo.  

 

lunedì, 13 agosto 2007

Più indizi costituiscono la prova


Foto ed elaborazioni pubblicate da Ateseo


Studio realizzato da Antonio Teseo

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